mercoledì 25 dicembre 2013

Essaouira

Mentre quasi tutti oggi erano con le gambe sotto il tavolo a mangiare il cappone, a bere vino a fiumi e ad affettare il pandoro o il panettone, io ed i membri del mio gruppo di matti ci siamo sparati quasi 400 km sulla strada litoranea che da Casablanca porta ad Essaoiura.
Il vento l'elemento che ha caratterizzato la giornata: non molto forte ma fastidioso perché a raffiche, ha creato un mix di aria, sabbia e salsedine che non dico ci abbia messi a dura prova, ma sicuramente ci ha ricordato che nel continente nero queste cose sono all'ordine del giorno.
Alla nostra destra abbiamo avuto modo di ammirare per tutto il percorso lo spettacolo delle onde dell'Oceano Atlantico, spumeggianti come non mai.

Viaggiare su strade secondarie in Africa è stupendo, attraversi villaggi dove la vita si svolge in maniera molto semplice, essenziale, dove l'agricoltura la si fa ancora a dorso di mulo, dove i bambini fanno la strada a piedi da soli per tornare a casa da scuola e al passaggio delle moto la gente saluta, entusiasta.
Oggi abbiamo pranzato in un piccolo villaggio di questi, al nostro arrivo almeno una decina di persone si è occupata di noi, dal posteggio delle moto al cibo, tutto pesce e senza forchette, usando ciò che più di naturale abbiamo: le mani. Arretrato? Mah... secondo me fantastico!

Questo Marocco si sta rivelando un paese fantastico, per noi la meta è Dakar e quindi siamo solo di passaggio ma sicuramente merita un approfondimento. La gente è meravigliosa, poco invadente, tanti parlano italiano e vengono apposta a salutare e a chiedere la nostra provenienza e quale sia la nostra destinazione. In città poi è quasi come da noi, strutture moderne, all'avanguardia, i ragazzi si divertono e anche le giovani donne non portano il velo in testa e vestono all'occidentale... c'è aria di sviluppo e di un riscatto sociale che meritano.

Per me è stato un Natale insolito, ma credetemi: va benissimo così!
Tanti auguri ancora.




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