domenica 11 agosto 2013

Strasbourg


È proprio vero che basta mettersi in viaggio per farsì che l'umore cambi.
Sono partito ieri abbastanza titubante, quasi demotivato. Il viaggio autostradale poi non ha fatto che peggiorare le cose: un'ora e mezza di coda per la galleria del San Gottardo e, più in generale, il lentissimo attraversamento della Svizzera mi hanno fatto quasi pensare "ma chi me l'ha fatto fare".
Poi però nel primo pomeriggio approdo a Strasburgo. Il centro del capoluogo alsaziano si rivela subito meraviglioso, il quartiere "Petite France", costruito sui canali e patrimonio dell'umanità UNESCO lascia semplicemente a bocca aperta.
Quel genio di Vauban, l'ingegnere che costruì anche la fortezza di Briancon e di Mont Dauphin a me più familiari, alla fine del 1600 a Strasburgo progettò e fece costruire una diga che fu usata molto più tardi, a metà del 1800 per difendere dagli incursori la parte sud della città, allagandola. Ancora oggi le barrage Vauban è utlizziata come passaggio ciclo/pedonale e terrazza panoramica con la bellissima vista sui Ponts Couverts. Alla sera cena sui canali a base di specialità alsaziane e dopo cena molto suggestivo coi giochi di luce sulla facciata della bellissima cattedrale gotica cittadina.



Stamattina invece volendo visitare anche le zone non proprio centrali sono andato in giro in bici.
Ah si, non vi ho ancora detto che quest'anno è tutto strano, la demotivazione iniziale, già svanita, ma soprattutto le modalità di spostamento: sono in auto, ed ho con me la bici. Un po' come una barca a vela ed il suo tender, solo che in versione da strada.
E così in sella alla mia bicicletta ho fatto un bel giro fino ai bellissimi palazzi moderni del Parlamento Europeo, del Consiglio Europeo, e della Corte Europea per i Diritti dell'Uomo, dalla parte opposta della città, ma sempre sui canali, e poi grazie a eccezionali piste ciclabili ho raggiunto ed attraversato il Reno nel Jardin de deux rives. Li per li non me ne ero nemmeno accorto, ma al di la del fiume è Germania.
Io sto troppo bene quando sono a zonzo in questo modo, li chiamano les randonneurs qua, gli escursionisti, i viandanti, i vagabondi insomma... e Dio solo sa quanto mi piace sentirmi cittadino del Mondo.





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