venerdì 3 gennaio 2014

Senegal: St. Louis e l'arrivo a Dakar

L’altro ieri abbiamo percorso gli ultimi chilometri di Mauritania in fuoristrada, la pista sterrata nel parco nazionale di Diawling passa lungo il fiume Senegal e regala panorami bellissimi, aumenta la vegetazione e compaiono animali quali facoceri e pellicani.
La dogana di Daima è un valico secondario, è il primo giorno dell’anno e non c’è nessuno, le pratiche doganali vengono sbrigate in tempi relativamente brevi, solo poco più di tre ore, che passano in fretta anche perché l'attesa viene animata da Balla, un singolare venditore di souvenir senegalesi e da una decina di bambini bellissimi che chiedono “cadeau”.
Arriviamo in serata a St. Louis, la vecchia capitale del Senegal, l’ingresso in città lo facciamo attraverso un mercato pieno di gente, andiamo a passo d’uomo tra il traffico e subito notiamo la differenza rispetto alle due città mauritane appena visitate, da poco più di discariche a cielo aperto passando in Senegal si nota ordine, razionalità, abbondanza in merci, acqua, cibo e prodotti locali.



Visitiamo la città nella prima mattinata di ieri e più tardi partiamo alla volta della nostra meta, ormai molto vicina. I primi 180 km sono di asfalto, pranziamo in un posticino carino ad una stazione di servizio. Dopo pranzo il sole è cocente, si sfiorano i 38 gradi. Imbocchiamo la pista sterrata, l’ultima del viaggio, c’è più sabbia del previsto il che necessita una velocità minima superiore per fare galleggiare la moto, ma con l’ammortizzatore posteriore scoppiato non è cosa semplice, prendo due sobbalzate che mi fanno staccare i piedi dalle pedane di almeno 20 cm, fortunatamente non perdo la posizione e col minimo di gas necessario ne vengo fuori e raggiungo il Lago Rosa di Dakar.

Anche questa avventura, nonostante qualche piccola difficoltà imprevista, me la porto a casa completata per intero, e mi resterà nel cuore per sempre.




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