lunedì 20 gennaio 2014

Due passi a Milano

Dopo un po' ne sento il bisogno, è come una calamita. Mettermi nelle orecchie gli auricolari con la mia musica preferita e vagare a piedi per la città, osservando la vita che scorre velocemente. E' come assistere alla proiezione di un film muto, le note delle canzoni provenienti dal mio lettore MP3 mi isolano dall'ambiente esterno, sembro uno spettatore che si gode lo spettacolo dal centro del palcoscenico.
Guardo la gente, i loro sorrisi, il loro passo svelto, i loro occhi, scruto i loro atteggiamenti di uno shopping sempre frenetico, nonostante il freddo e la pioggia. Alzo la testa verso i grattacieli, simbolo di una città moderna con la voglia di restare al passo coi tempi, ma la loro estremità si perde nel cielo nuvoloso, criptico.
Milano è così, o non la sopporti o ne sei pazzamente innamorato, e quella modernità nostrana che talvolta può far sorridere a me conquista. E' il motore della nostra Italia, con poca benzina ed un po' scoppiettante, ma tiene duro e non molla.
La adoro.

Fotografia di Ilaria Bertini

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