giovedì 14 giugno 2012

Fuma

La scuola è finita, in questi giorni in vasca ci sono anche loro.
Cerco di stare nella corsia accanto perché così mi sembra di fare ancora parte della squadra, lei è quella storica, una colonna portante per tutti, ha allenato anche me e vederla sul piano vasca coi cronometri in mano da questa angolazione mi fa tornare indietro con la mente di un sacco di tempo.
Nuotare nella corsia vicino a loro è un piacere, il loro ritmo è impossibile da sostenere ma non so per quale strana ragione ti danno la carica.
Dopo aver "ascoltato il mio corpo" riposando un po' come mi suggeriva un'amica qualche giorno fa sono abbastanza in forma.
Lei impartisce gli ordini, loro eseguono. E' il loro quinto chilometro. Io ne ho fatto mezzo, sono appena appena caldo. Decido: "ci provo".
Al primo via lui va a rana, lo ricordo appena quando era un bambino, ora è un atleta, ha un gran fisico e fa i campionati italiani, abbiamo 20 anni esatti di differenza e 20 secoli in termini prestazionali, devo tener botta ma nuotando a stile riesco appena a stargli accanto. Nonostante tutto in qualche modo porto a termine il lavoro. Lei mi sorride.
Ho ancora il fiatone, mi sento chiamare e mi tende la mano: "Ale? Grazie per avermi tirato un po'".
Gli stringo la mano rimanendo senza parole.
Grazie a te atleta, e grazie a tutti voi che solo nuotandomi accanto mi avete trasmesso belle sensazioni e fatto tornare alla mente bei ricordi, lontani ma indelebili.
Il nuoto ancora oggi genera belle persone.

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