lunedì 26 maggio 2014

Europee

Avevo una mezza idea di non andare a votare, ma anche questa volta ho deciso di fare il mio dovere di cittadino, anche se non so quanto sia giusto e corretto recarsi alle urne in assenza di un candidato che si ritenga sia quello che possa fare da rappresentante, come dovrebbe (in linea molto teorica) essere.
Vista la premessa è chiaro come il risultato mi abbia lasciato completamente indifferente e come questo mio disinteresse si sarebbe in ogni caso manifestato, la cosa più triste è stato stamattina leggere, mio malgrado, i vari commenti sui social network e sulle testate online ed apprezzarne il tono pari agli sfottò da stadio, guarda a caso propri del lunedì mattina.

Forse non era a tutti chiaro che non si trattava di una partita di pallone e che sarebbe stato meglio trovare altri toni (ed altri hashtags) se davvero si hanno a cuore le sorti del nostro Paese.
Non durerà molto comunque, il 12 giugno iniziano i mondiali in Brasile, almeno per un mese sparirà ogni sorta di problema.

Tanta invidia per chi ci crede ancora.


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